Ma una mentalità di tiepidezza, nella nostra società attuale, esiste e la sentiamo ovunque nell’aria. Parla un linguaggio artificioso, studiato, falsamente razionale: il linguaggio della pseudo-scienza. Compare ammantata di false cognizioni scientifiche, false perché mal comprese e male assimilate, e prive di un retroterra reale. Mostra di sapere un mondo di cose che gli altri non sanno. Teme e rifiuta il freddo della vera scienza, e teme e rifiuta ancor più il caldo dell’immedesimazione emotiva. È orgogliosa di sé e in genere vince. Il suo linguaggio impera. Le sue argomentazioni verbose, interminabili imperano. Sono argomentazioni educate e controllate nel tono, disciplinate, tiepide e amiche di tutto ciò che è tiepido. Le incontriamo nei giornali, nelle conversazioni, nei dibattiti, nei convegni, nelle tavole rotonde. Tale mentalità usa esiliarsi nelle astrazioni, sempre orgogliosamente ammantata delle sue tiepide, false cognizioni scientifiche, pedagogiche, sociologiche. La vediamo insediarsi là, come su degli scogli sicuri dove non c’è niente che raggela o che minaccia o che imbratta o che sporca, nella propria orgogliosa tiepidezza. Le sue verbose argomentazioni suonano totalmente avulse dalla realtà. Suonano in verità deliranti, se le ascoltiamo con orecchie reali, senza lasciarci trascinare dal loro flusso educato e tiepido. Suonano deliranti, come suonavano deliranti le parole dell’uomo che scambiava sua moglie per il suo cappello.
Vediamo allora insieme congiunti la tiepidezza e il delirio. Una tiepidezza delirante e un delirio tiepido. La nostra società attuale è dominata da questo accoppiamento stranissimo. Non Io so, ma non mi sembra che fosse mai successo niente di simile prima d’ora.
Natalia Ginzburg, Serena Cruz o la vera giustizia, Einaudi 1990